Aggiornato al 9 ottobre 2026. La contraffazione sui marketplace non si gestisce con una singola segnalazione: serve una procedura coordinata che preservi le prove, identifichi correttamente il diritto violato, utilizzi il meccanismo di “notice and action” previsto dal Digital Services Act e, quando le merci arrivano da Paesi extra UE, attivi anche la tutela doganale.

Risposta sintetica: per rimuovere offerte contraffatte occorre inviare una segnalazione circostanziata che permetta alla piattaforma di individuare il contenuto illegale, spiegare perché viola un marchio, un design, un brevetto o il diritto d’autore e indicare i recapiti del segnalante. Prima dell’invio vanno conservati URL, data e ora, screenshot completi, dati del venditore, prezzo, immagini e condizioni di vendita. Se il fenomeno è seriale o transfrontaliero, alla rimozione online vanno affiancati diffida, investigazione, azione giudiziaria e domanda di intervento doganale.
Che cosa può fare il titolare di un diritto IP contro un annuncio illecito?
Il primo obiettivo non è semplicemente “far sparire” la pagina. È interrompere la vendita senza compromettere la possibilità di identificare il responsabile e chiedere in seguito inibitoria, informazioni, sequestro o risarcimento. Per questo la risposta deve essere graduata. L’articolo sulla ricerca e il monitoraggio dei diritti contro la contraffazione spiega la fase preventiva; qui ci concentriamo invece sulla gestione operativa dell’annuncio già individuato.
| Fase | Obiettivo | Output utile |
|---|---|---|
| 1. Verifica del titolo | Accertare titolarità, validità, territorio e prodotti coperti | Certificato, visura, registrazione e catena di titolarità |
| 2. Acquisizione delle prove | Fotografare lo stato dell’offerta prima che cambi | Dossier con URL, screenshot, data, seller ID e prodotti |
| 3. Notice and action | Consentire al marketplace di localizzare e valutare l’illecito | Segnalazione motivata e tracciabile |
| 4. Escalation | Fermare recidiva, reti di account e nuove spedizioni | Diffida, richiesta dati, azione giudiziaria o doganale |
Come funziona la segnalazione prevista dal Digital Services Act?
Il Regolamento (UE) 2022/2065, Digital Services Act impone ai prestatori di servizi di hosting di predisporre meccanismi facilmente accessibili per segnalare contenuti ritenuti illegali. L’articolo 16 richiede che la segnalazione sia sufficientemente precisa e adeguatamente motivata. Non basta quindi scrivere “questo prodotto è falso”.
Una notice efficace contiene almeno quattro elementi:
- la spiegazione delle ragioni per cui l’offerta viola un diritto, distinguendo tra uso non autorizzato del marchio, copia del design, riproduzione di fotografie o altra condotta;
- l’URL esatto di ciascuna inserzione e, se necessario, ulteriori dati che consentano di localizzarla;
- il nome e un indirizzo email del segnalante o del rappresentante;
- la dichiarazione di buona fede sull’accuratezza delle informazioni fornite.
Il DSA non trasforma automaticamente ogni segnalazione in un ordine di rimozione. La piattaforma deve valutarla in modo diligente, non arbitrario e tempestivo. Una segnalazione incompleta può rallentare la decisione o produrre un rigetto; una segnalazione ben costruita consente invece alla piattaforma di acquisire conoscenza specifica dell’illecito e lascia una traccia utile per l’escalation.
La tracciabilità del venditore aiuta davvero?
Sì, ma non sostituisce l’attività probatoria del titolare. L’articolo 30 del DSA prevede obblighi di tracciabilità per i trader che utilizzano piattaforme online per concludere contratti a distanza con consumatori nell’Unione. Le piattaforme devono acquisire informazioni quali recapiti, dati identificativi, conto di pagamento, eventuale iscrizione a registri e un’autocertificazione di conformità. La pagina ufficiale della Commissione europea sul DSA riassume anche gli obblighi applicabili ai marketplace.
Questi obblighi rendono meno opaco il canale di vendita, ma il titolare non riceve automaticamente tutti i dati del trader. L’accesso può richiedere una base giuridica adeguata, un ordine dell’autorità o un’azione giudiziaria. È quindi importante non confondere la procedura interna di rimozione con la domanda di identificazione del responsabile.

Quali prove raccogliere prima di chiedere la rimozione?
La prova minima deve consentire a un terzo di ricostruire che cosa era pubblicato, da chi e in quale momento. È consigliabile salvare la pagina completa e non soltanto l’immagine del prodotto. L’intestazione del browser, l’URL, la data, il prezzo, le quantità disponibili, il nome del venditore, le recensioni e le modalità di spedizione possono diventare decisivi.
Checklist del fascicolo digitale
- URL univoco dell’inserzione e dell’account venditore;
- screenshot completi, con data e ora, su desktop e mobile se le informazioni cambiano;
- titolo, descrizione, fotografie, prezzo, sconti, varianti e disponibilità;
- ragione sociale, seller ID, recapiti e Paese dichiarato;
- eventuali messaggi, fatture, conferme d’ordine, tracking e packaging;
- confronto documentato con il prodotto autentico;
- numero di registrazione, titolare, territorio e classi del diritto invocato;
- cronologia delle segnalazioni precedenti e delle risposte della piattaforma.
Per fenomeni rilevanti conviene valutare modalità di acquisizione con maggiore forza probatoria, evitando manipolazioni del file e annotando chi ha eseguito ciascuna attività. Anche un acquisto campione può essere utile, ma deve essere pianificato con cautela: non sempre è necessario e può incidere sulla strategia, sulla sicurezza e sulla catena di custodia.
Quando passare dal takedown alla diffida o all’azione giudiziaria?
Il takedown è appropriato quando l’obiettivo urgente è bloccare visibilità e vendite. Non è però una soluzione completa se il venditore riapre account, sostituisce l’URL, usa fotografie diverse o opera su più piattaforme. In questi casi serve una matrice che colleghi account, pagamenti, contatti, logistica, domini e prodotti, così da distinguere il singolo annuncio da una rete organizzata.
La diffida può chiedere cessazione dell’uso, ritiro dei prodotti, conservazione dei documenti e indicazione della provenienza. L’azione giudiziaria può puntare a inibitoria, sequestro, descrizione, ordine di informazioni e risarcimento. Per approfondire la quantificazione, si può consultare la guida sul risarcimento del danno da contraffazione del marchio. La scelta dipende da urgenza, qualità delle prove, valore del canale illecito e possibilità concreta di identificare e aggredire il responsabile.
Se l’offerta è collegata a distributori, licenziatari o rivenditori autorizzati, prima di parlare di contraffazione va verificato il contratto. Un uso del marchio può essere formalmente autorizzato ma eccedere territorio, canali, prodotti o regole di qualità. Sono utili, in questa analisi, le clausole IP nei contratti con distributori esteri e le regole sulle vendite attive e passive nei marketplace.
Come si coordina la rimozione online con la tutela doganale?
Se le merci sospette entrano nell’Unione da Paesi terzi, agire soltanto sul marketplace lascia scoperta la frontiera. Il Regolamento (UE) n. 608/2013 consente ai titolari di chiedere l’intervento delle autorità doganali mediante una Application for Action, AFA. Dal 3 ottobre 2024 le domande devono essere presentate elettronicamente tramite l’IP Enforcement Portal o i portali nazionali previsti.

La Commissione europea spiega la domanda di intervento doganale, mentre l’IP Enforcement Portal dell’EUIPO consente ai titolari di condividere informazioni sui prodotti autentici, depositare e gestire le AFA e comunicare con le autorità. La guida interna su import-export e tutela doganale dei marchi completa il quadro operativo.
Un buon fascicolo AFA non contiene soltanto il numero del marchio: include fotografie del prodotto originale, elementi di autenticazione, packaging, itinerari, soggetti noti, codici logistici e contatti rapidi. Più la dogana riesce a distinguere l’originale dal falso, più l’intervento diventa utilizzabile nella pratica.
Un piano operativo in 48 ore, 7 giorni e 30 giorni
| Orizzonte | Azioni prioritarie |
|---|---|
| Prime 48 ore | Verificare il titolo, congelare le prove, classificare le violazioni, inviare notice complete e aprire un registro dei casi. |
| Entro 7 giorni | Analizzare le decisioni della piattaforma, collegare gli account recidivi, valutare diffide e richieste di conservazione dati, aggiornare il monitoraggio. |
| Entro 30 giorni | Decidere escalation giudiziaria, AFA doganale, coordinamento internazionale e KPI: rimozioni, recidive, tempo medio, venditori identificati. |

Video: contraffazione online e conseguenze operative
Per un inquadramento collegato agli acquisti online e al blocco delle merci, è disponibile questo video dello Studio sulla merce contraffatta online.
Per il coordinamento con le forze dell’ordine è utile anche l’approfondimento dello Studio su marchio, Guardia di Finanza e sistema SIAC. Sul piano strategico, il servizio di enforcement contro la contraffazione integra monitoraggio, rimozioni, dogana e azioni legali.
Errori da evitare nella lotta alla contraffazione online
- Segnalare prima di acquisire le prove: l’annuncio può scomparire e con esso dati indispensabili.
- Usare lo stesso testo per ogni caso: marchio, design, brevetto e copyright richiedono spiegazioni diverse.
- Confondere prezzo basso e contraffazione: il sospetto va sostenuto da elementi sul diritto e sul prodotto.
- Ignorare vendite autorizzate ed esaurimento: non ogni rivendita di un prodotto autentico costituisce violazione.
- Misurare soltanto le rimozioni: contano anche recidiva, velocità, venditori identificati, spedizioni fermate e danno evitato.
- Affrontare account isolati: reti coordinate richiedono un’analisi trasversale di pagamenti, logistica e identità.
Domande frequenti sulla contraffazione nei marketplace
Una registrazione del marchio basta per ottenere il takedown?
No. La registrazione dimostra il diritto, ma la piattaforma deve poter individuare l’inserzione e comprendere perché l’uso contestato è illecito. Occorrono URL precisi, motivazione, dati del titolare e dichiarazione di buona fede.
Il marketplace deve rimuovere subito ogni annuncio segnalato?
Non automaticamente. Il DSA richiede un meccanismo di notice and action e una valutazione tempestiva, diligente e non arbitraria. La qualità della segnalazione incide sulla possibilità di una decisione rapida e motivata.
Posso chiedere i dati del venditore alla piattaforma?
La piattaforma acquisisce dati del trader nei casi previsti dal DSA, ma la comunicazione al titolare non è automatica. Può essere necessario un ordine dell’autorità o un’azione giudiziaria fondata su una base giuridica adeguata.
Quando conviene presentare una domanda AFA?
Quando esiste un rischio concreto di importazioni o esportazioni di merci sospette e il titolare può fornire alle dogane informazioni utili a riconoscere i falsi. L’AFA completa il takedown online perché agisce sulla frontiera fisica.
Che cosa fare se l’annuncio riappare?
Occorre collegare le recidive, aggiornare il dossier, segnalare gli account correlati e valutare escalation contrattuale, civile, penale o doganale. Ripetere takedown isolati senza una mappa del fenomeno riduce l’efficacia della tutela.
Serve un piano di enforcement per marketplace e dogana?
Studio Legale Coviello assiste imprese e titolari di diritti nella raccolta delle prove, nelle segnalazioni alle piattaforme, nelle diffide, nelle domande doganali e nelle azioni contro contraffattori e reti di vendita.
Richiedi una valutazione della strategia di enforcement contro la contraffazione.
Autore: Avv. Carmine Coviello – Studio Legale Coviello, proprietà intellettuale, contrattualistica ed enforcement.