Perché il Novel Food Catalogue è il primo controllo da fare

Per un’impresa alimentare che vuole lanciare un nuovo prodotto — o esportare in Europa un ingrediente già venduto altrove — la prima domanda da porsi è tanto semplice quanto decisiva: quel prodotto è già stato autorizzato come alimento nell’Unione europea? La risposta passa quasi sempre dal Novel Food Catalogue, lo strumento ufficiale messo a disposizione dalla Commissione europea per orientarsi nel mondo degli alimenti “novel”.

Conoscere il catalogo è il punto di partenza di ogni valutazione sulla novità alimentare. Sapere cosa contiene, ma soprattutto cosa non contiene, è ciò che distingue un lancio sicuro da un rischio regolatorio che può costare mesi di ritardo, richiami di prodotto e sanzioni. In questa guida vediamo cos’è il Novel Food Catalogue, come si consulta e in quali casi la sola consultazione non basta e serve invece un parere legale specialistico.

Che cos’è il Novel Food Catalogue

Il Novel Food Catalogue è un database informativo della Commissione europea che raccoglie e classifica alimenti e ingredienti il cui consumo nell’UE era trascurabile o assente prima del 15 maggio 1997, data di riferimento del regolamento (UE) 2015/2283 sui nuovi alimenti (il cosiddetto Novel Food Regulation).

Il catalogo nasce per rispondere a una domanda molto concreta: un determinato prodotto rientra o no nella definizione di “nuovo alimento”? Per ogni voce, il catalogo indica lo status dell’ingrediente — in genere “novel”, “non novel” o “novel in parte” — con riferimenti alla normativa, alle autorizzazioni esistenti e, quando disponibile, alla posizione degli Stati membri.

Va detto con chiarezza: il catalogo non è un elenco di prodotti autorizzati e non sostituisce la lista dell’Unione degli alimenti novel autorizzati. È uno strumento di orientamento, pensato per aiutare operatori e autorità nazionali a valutare caso per caso lo status di un prodotto.

Come si consulta il catalogo

La consultazione è libera e gratuita, accessibile dal portale della Commissione europea dedicato agli alimenti novel. In termini operativi, il percorso tipico è il seguente:

  1. Identificare con precisione il prodotto o l’ingrediente, con nome scientifico e denominazione comune, evitando descrizioni generiche o commerciali.
  2. Cercare la voce nel catalogo, per nome e per categoria merceologica, e verificare lo status indicato.
  3. Leggere le note di dettaglio: le voci riportano la base giuridica, le eventuali autorizzazioni collegate e le condizioni d’uso note.
  4. Valutare la rilevanza della voce per il proprio caso: una stessa sostanza può essere “non novel” per certi usi e “novel” per altri.

Il risultato della ricerca è un primo orientamento, non una garanzia. Il catalogo viene aggiornato periodicamente e la sua lettura richiede competenza regolatoria per interpretare correttamente lo status e i suoi confini.

I limiti dello strumento: perché la consultazione non basta

Il punto critico, per un’imprenditoria che vuole commercializzare in sicurezza, è capire dove finisce la consultazione e dove inizia la valutazione giuridica. Il Novel Food Catalogue presenta limiti strutturali che ne fanno un punto di partenza, non di arrivo:

In tutti questi casi, fermarsi alla consultazione del catalogo espone l’impresa a un rischio concreto: immettere sul mercato un prodotto che, a un controllo successivo, viene classificato come novel e quindi non conforme.

Quando serve un parere sulla novità alimentare

Un parere legale sulla novità alimentare è opportuno — e in alcuni casi indispensabile — quando ricorre una o più delle seguenti situazioni:

In questi frangenti, il parere legale non è un adempimento formale: è lo strumento che permette di ricostruire la storia di consumo, documentare lo status, impostare correttamente l’eventuale domanda di autorizzazione e mettere in sicurezza la commercializzazione. È anche il momento in cui si coordinano tutela regolatoria e tutela della proprietà industriale, due fronti che per un’impresa alimentare innovativa procedono di pari passo.

Il valore per le PMI del food orientate all’internazionalizzazione

Per una PMI produttiva che guarda ai mercati esteri, padroneggiare il Novel Food Catalogue significa ridurre l’incertezza prima di investire in produzione, packaging e campagne di lancio. Un prodotto qualificato correttamente come non novel può essere immesso sul mercato con maggiore rapidità; un prodotto effettivamente novel va invece impostato con i tempi dell’autorizzazione, e la differenza si misura in mesi e in costi.

A questo si aggiunge il valore della tutela: un alimento innovativo è spesso accompagnato da un marchio, un design di packaging o un know-how produttivo che meritano protezione. Unire la lettura regolatoria e quella della proprietà industriale consente di costruire una strategia coerente, in cui il prodotto è conforme e nel contempo valorizzato come asset aziendale.

In sintesi

Il Novel Food Catalogue è il primo passo obbligato per chi vuole capire se un alimento è nuovo ai fini della normativa europea. È uno strumento prezioso, ma non vincolante e non esaustivo: la sua lettura va integrata con una valutazione giuridica caso per caso, tanto più quando il prodotto è innovativo, quando si esporta o quando si intende valorizzare la creatività che vi sta dietro.

Per le imprese del food che vogliono crescere in Europa e oltre, la combinazione tra corretta qualificazione normativa e tutela della proprietà industriale è ciò che trasforma un’idea alimentare in un prodotto commercializzabile e difendibile. Se stai valutando un nuovo alimento e vuoi un orientamento sullo status e sui passaggi da seguire, lo Studio Legale Coviello affianca le imprese nella lettura del Novel Food Catalogue e nella gestione integrata di compliance e tutela.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Call Now Button